Sì mi rendo conto che il titolo suona come quello di una puntata di Sex&TheCity (mi piace scritto attaccato).
E mi rendo conto che dipenda dal fatto che mi sto facendo la maratona di quel telefilm.
Ma non centra. Almeno, non direttamente.
Ieri ero a fare aperitivo con Figlia, e poi è arrivato B, de LaCompagnia, mentre ne aspettavamo gli altri membri.
B è, a quanto pare, un esperto di chakra e tutte quelle cose, e devo dire che finalmente ho trovato qualcuno che parli di cose un po' strane con cognizione di causa; cioè, si vedeva che ne sapeva.
In quel momento stavo parlando della mia storica sfortuna con gli uomini, e lui mi dice questo:
"E' la teoria dell'attrazione".
E io lo giuro, che ero pronta a sentirmi un altro genio del male che mi diceva che me le vado a cercare.
Invece no.
Praticamente:
"Funziona così. Tu non devi desiderare che NON ti accada qualcosa. Devi desiderare molto, molto, molto intensamente quello che vuoi che accada, ma non solo. Devi desiderarlo, ma cercando di provare, di immaginare i sentimenti che ti darebbe quella cosa.
Tu vai all'università, no? E' come se tu ti immaginassi dopo aver passato un esame difficile e importante: senti il peso di quell'esame che non c'è più e sei rilassata, in più provi euforia perché l'hai passato con un bel voto.
Devi provare quello che proveresti se l'avessi già ottenuta, quella cosa. Devi comportarti, come se avessi già ottenuto quello che vuoi."
E devo dire che la cosa mi ha illuminata.
La mia negatività, la mia rassegnazione e la mia sfiducia non mi porteranno da nessuna parte.
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