martedì 12 febbraio 2013

Forse 10% di compatibilità

Mi sto arrendendo al qualunquismo che sembra regnare nella mia città.
Ultimamente mi sembra di vivere in una bolla, collegata al resto del mondo solo attraverso i post sul papa, su Berlusconi e sulla neve. Che, tra l'altro, in questo preciso istante io dovrei essere a Udine ma mia madre mi ha fatto desistere - lo ammetto, non è stato necessario per lei impegnarsi molto visto il tempaccio.
Anche se qua sta pure venendo fuori il sole e con lui i sensi di colpa.

Ma parlando d'altro.
L'altro giorno sono uscita con Honey, l'unica mia compagna del liceo con la quale sono in contatto con una certa regolarità. Oltretutto, è cugina di Drop.
E quei due non hanno in comune proprio nulla. Al massimo la capacità intrinseca di mettersi ko da soli (Honey una settimana fa mi è arrivata con un occhio nero fatto da sè stessa, e stendiamo un velo pietoso), ma sono giunta alla conclusione che deve essere una sorta di rito di iniziazione all'età adulta, qualcosa che i cuccioli di quella famiglia devono fare entro i 21 anni (i due cugini hanno ben 2 giorni di differenza).
E inzomma sono uscita con lei.
Stavamo parlando di cose in generale, ed è venuto fuori che la sera prima aveva visto un nostro compagno di classe, e se n'è uscita con la frase:

"...e, come al solito, aveva davanti una birra! Il solito alcolizzato!"

E io un po' ci sono rimasta.
Il problema sta nel fatto che questo genere di frasi lo dice sempre con un certo livello di superiorità e quasi arroganza; io sono una di quelli che il venerdì, il sabato sera si prende una birra. Un calice di vino. Dipende dal momento. Una specie di ricompensa per essere sopravvissuta alla settimana.
E sentirmi definire un'alcolizzata per un bicchiere di vino non mi fa piacere. Ma proprio per nulla.

"Bè, oddio, alcolizzato...per un bicchiere di birra!"
"Ma io non capisco una persona che per divertirsi deve per forza ubriacarsi".
"...ma mica ti ubriachi con una birra..."
"Bè ma comunque!"

E la situazione è andata avanti con lei che mi faceva la predica perchè:
1- Vado a letto con Fabio pur non standoci insieme e non avendo la minima intenzione di cominciarci una relazione in un futuro.
2- Fumo (interpretazione libera - in un caso abitualmente, nell'altro una volta ogni morte di papa, e sto giro si è solo dimesso).
3- Bevo.

 
E, per quanto io voglia bene ad ogni mio singolo amico e ad ogni mia singola amica, la gente che mi giudica basandosi su fatti del genere mi fa girare.
Cavolo, ho vent'anni, potrò fare quello che mi pare, se non danneggia nessun'altro?
E c'era qualcosa di fondo che mi irritava profondamente.

Poi ci sono arrivata.

Lei, come anche mio fratello, non ha un briciolo di curiosità nei confronti della vita.
E intanto mi giudica.

Solo io ho gente così intorno?

2 commenti:

  1. Quando ero studente Erasmus in Germania (ora lo sono, o meglio lo ero, a titolo di stagista) non esisteva sera in cui non ci prendessimo (almeno) una birra assieme. Italiani, non tedeschi, ci tengo a precisare. Una birra, due birre, non fanno male a nessuno, o meglio lo faranno, se far male vuol dire riscaldare un po' gli animi, far (sor)ridere e contribuire a far calare quei muri di consuetudine e etichette che ci portiamo in qualche modo dentro di noi, senza arrivare al mal di testa, senza star male, senza vomitare, senza notti insonni, semplicemente assieme, bevendo una birra. Sentendoci un po' più noi stessi, assaporando un po' di più la vita.

    Non sei la sola a conoscere gente di tal sorta. Ma fidati, per alcuni ci vuole più tempo del previsto per capire, per altri le cose non cambieranno mai. Spero che la tua amica sia tra i primi. ;)

    LuciusDay

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  2. Non ci sono studi che dimostrino che un bicchiere di vino (o di birra) al giorno facciano male alla salute. Semmai, tutte le ricerche sostengono il contrario.
    E' giusto il detto "un bicchierino al giorno leva il medico di torno".
    E poi appunto, hai 20 anni, e che cavolo!
    Alex V

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